Perizia o Consulenza Tecnica di parte.

La “perizia” (magistratura penale) e/o la “consulenza tecnica” (magistratura civile) sono documenti indagini peritali con caratteristica di ufficialità richiesti o dal Tribunale (CTU) o da una delle due parti in causa, CTP, (consulente tecniche d’ufficio o di parte).
Essi sono indispensabili per l’avvocato che su detto documento redigerà la citazione (per l’attore) o la comparsa in giudizio (per la parte avversa).

Affidare ad uno specialista il mandato peritale significa che chi la assume abbia una serie di incombenze che sono:

Visita clinica e medico-legale (nel mio caso “oculistica”).
Eventuali ricerche (CV, topografia corneale, ecografia, curva tonometrica ecc.).
Esame delle ricerche fatte in corso dell’ esame.
Analisi e valutazione della documentazione preesistente.
Colloqui con l’avvocato difensore.
Stesura della consulenza tecnica
Esame della o delle perizie o consulenze tecniche di parte avversa.
Partecipazione all’inizio delle operazioni peritali (presso il Consulente del Tribunale).
Discussione con il CTU nominato dal Tribunale.
Presenza ad un tentativo di mediazione (oggi obbligatorio)
Esame della relazione del CTU.
Consulto dei risultati con l’avvocato
Note critiche alla CTU (controperizia) da consegnare al CTU ed al Tribunale
Esame delle note critiche delle parti avverse (CTP, legali, Assicurazioni).
Motivi di contenzioso riguardanti l’oftalmologia legale sono essenzialmente di due tipi:
a) quello legato ad infortunio (soprattutto sul lavoro o stradale);
b) quello interessante la chirurgia oculistica da cui il paziente esce parzialmente o totalmente scontento per il risultato ottenuto.

Affidarsi ciecamente ad uno specialista per ottenere un elaborato peritale può significare spendere molti soldi inutilmente. Le incombenze elencate sopra giustificano la richiesta di un tempo congruo (solitamente non meno di 20 giorni per la stesura) e di un onorario professionale proporzionato all’impegno necessario.
Trattandosi di oftalmologia legale il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno specialista oculista (non me ne vogliano i medici-legali), esperto nel ramo medico-legale e farsi consigliare - a seguito del risultato della visita – il comportamento possibile.
Può non esserci motivo di richiedere un risarcimento, può intavolarsi con la controparte una mediazione extragiudiziaria, può infine essere necessaria la stesura di un elaborato peritale che è l’unico documento su cui il legale argomenta la richiesta di risarcimento.
Nel caso di una composizione bonaria sarà sufficiente una certificazione con valutazione del danno. Se non si raggiungerà l’accordo si procederà alla stesura della consulenza tecnica di parte.