OFTALMOLOGIA LEGALE
La branca specialistica della oftalmologia � particolarmente gravida di questioni giuridiche che interessano la responsabilit� professionale in terreni quali la mancata o errata diagnosi, i risultati imprevisti e negativi di un atto chirurgico, il mancato o irregolare consenso all�atto medico, nonch� la corretta applicazione dei requisiti per invalidit� civile, per il conseguimento di brevetti, patenti, infortuni sul lavoro, malattie professionali ed infine per problemi di sanit� militare.
L'Equipe
Da
questa semplice
constatazione nasce l�idea di costituire un gruppo di lavoro
comprendente un oculista esperto di problemi medico-legali
oftalmologici, un avvocato che pratichi vertenze di responsabilit�
professionale, un ortottista per la parte strabologica, un esperto di
sanit� militare, uno di infortuni sul lavoro e di malattie
professionali.
Consulenza in Oculistica legale
Il
gruppo, facente capo al dottor Francesco Tucci, presidente onorario
della Societ� Italiana di Oftalmologia Legale, da lui fondata, in
presenza di danno esaminer� di volta in volta il caso clinico (visita ed
accertamenti sul soggetto danneggiato), la documentazione ufficiale
(cartelle cliniche, certificati ecc.) e consiglier� se intraprendere o
meno una azione di risarcimento, per la quale � indispensabile una
�perizia� (in contestazione penale) o una �consulenza tecnica di parte�
(in vertenza civile).
I costi non superano quelli indicati nei tariffari degli Ordini dei
Medici.
E� possibile contattarci telefonicamente (06.3610333 � 335424976) o
tramite posta elettronica all�indirizzo
tuccistudio@tiscali.it
E� FONDAMENTALE RIVOLGERSI AD OCULISTI ESPERTI NEL RAMO MEDICO-LEGALE !
Il sito riporter� periodicamente articoli esemplificativi circa casi
pratici effettivamente accaduti e note semplici in tema di principi
giuridici che interessano il settore.
La visita dell'anziano
Diciamo tutti, e spesso, che vorremmo vivere a lungo,
purch� in buona salute.
L�et� porta per� ad un decadimento
dell�individuo in tutte le sue funzioni primarie e non sono molti i
nonni che hanno ancora una mente lucida, una memoria recente,
articolazioni elastiche, orecchio pronto e vista efficiente.
La moderna geriatria, con l�ausilio dei diversi specialisti di settore
sta affrontando con seriet� i molti problemi che l�et� pone e che
mirerebbero almeno ad elevare la qualit� della vita. L�occhio subisce
dall�et� diverse involuzioni.
A
partire da un fenomeno fisiologico quale � la presbiopia - che dai 45
anni in poi rende sempre pi� difficile la lettura � ci sono alcune
malattie che sono appannaggio prevalente dell�et� anche se possono
manifestarsi � assai pi� raramente per� � in epoche precoci.
La cataratta, ad esempio �, nella sua forma idiopatica (cio� non
attribuibile a fattori noti (quali diabete, traumi ecc.) una patologia
prevalentemente senile. Il glaucoma segue pi� o meno la stessa linea di
comportamento.
C�� un�altra malattia che porta nel suo nome il riferimento alla
anzianit� del soggetto che ne � affetto: � la cosiddetta �degenerazione
maculare legata all�et�, nome scientifico recente di una affezione
precedentemente nota come �degenerazione maculare senile� che poi, se
vogliamo, � la stessa cosa.
.
E� una forma degenerativa della retina centrale (macula) che induce una
drammatica riduzione della funzione visiva.
Con lo studio statistico noi possiamo risalire ai cosiddetti �fattori di
rischio� e quindi alle ipotetiche cause, spesso ricavandone indirizzi
terapeutici preventivi validi che, se non totalmente risolutori,
arrestano o rallentano almeno la progressione della malattia.
Mentre non � dimostrato (almeno sinora) un collegamento stretto tra
alimentazione e cataratta e, meno che meno, con il glaucoma, l�affezione
che pare possa subire una benefica influenza dalla alimentazione �
appunto la degenerazione maculare. Parlando di cataratta ho messo tra
parentesi le parole �almeno sinora� perch� � opinione diffusa che una
malattia degenerativa come la cataratta possa essere influenzata da
tanti fattori tra i quali la presenza di radicali liberi strettamente
legata alla carenza di sostanze antiossidanti, da cui il legame con il
loro apporto esterno, quindi con l�alimentazione. Cosa invece molto pi�
evidente nella degenerazione maculare.
Studi compiuti su popolazioni molto numerose e per lunghi anni hanno
dimostrato alcuni punti fermi che vale qui riportare non senza aver
ricordato che i principi della statistica studiano le cosiddette
�prevalenze� e che quindi se affermiamo che il carcinoma del polmone �
la malattia dei fumatori non significa che tutti i fumatori siano
destinati ad avere tale malattia, ma soltanto che il numero dei fumatori
tra i portatori del tumore � significativamente superiore a quello dei
non fumatori.
Tornando al discorso che ci interessa sono certamente �fattori di
rischio� per la degenerazione maculare: l�et� (oltre i 75 anni il 35%
della popolazione soffre almeno di una fase iniziale della malattia), la
predisposizione genetica, il fumo, l�esposizione ai raggi solari, specie
nella frazione del colore blu, le iridi chiare, l�ipermetropia,
l�alimentazione povera di vitamine antiossidanti.
A proposito dell�et� sono stati condotti numerosi studi per valutare la
prevalenza della degenerazione maculare ed in Italia la percentuale dei
malati appare certamente pi� bassa.
Gli Autori delle ricerche avrebbero individuato come fattore protettivo
proprio l�alimentazione degli Italiani che � nettamente differente da
quella degli altri popoli europei e del mondo.
L�ipotesi patogenetica si orienterebbe verso il cosiddetto stress
ossidativo dei tessuti retinici, che porterebbe alla formazione di
radicali liberi e all�alta presenza di acidi grassi poliinsaturi nel
sangue: ne consegue che una alimentazione in cui siano presenti grassi
di questo genere costituisce altro fattore di rischio. Non sembra invece
esserci collegamento alcuno con un moderato consumo di alcool. Si pu�
affermare che tutte le limitazioni alimentari solitamente imposte per le
malattie cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi,
ipercolesterolemia) siano da estendere anche a chi � affetto da
degenerazione maculare.
Le sostanze antiossidanti, introdotte o con una terapia integrativa o
con una corretta alimentazione, l� dove per �corretta� intendiamo una
alimentazione ricca di frutta, verdura e pesce, ridurrebbero, almeno in
parte i danni prodotti da questo processo. E� ovvio che tali sostanze
antiossidanti (vitamina C, E, luteina e carotenoidi in genere, zinco)
facciano parte dei farmaci prodotti per la terapia della malattia, ma
c�� chi sostiene che le manipolazioni dell�industria possano far cadere
quel quid di naturale che invece contiene il prodotto fresco.
Basti pensare a due dati fondamentali:
a) gli spinaci sono ricchi di sostanze antiossidanti, ma , una volta
colti, basta la loro esposizione al sole per 30 minuti per veder ridurre
questa dotazione naturale di almeno il 50%.
b) Uno studio pubblicato su una prestigiosa rivista di oftalmologia e
condotto in tandem tra l�Universit� La Sapienza di Roma ed il
Moorsfields di Londra ha considerato la prevalenza della malattia in tre
piccole cittadine: una della Lucania, ad economia quasi totalmente
agricola, in cui il pi� vicino supermercato era distante alcune decine
di chilometri, una dell�Inghilterra ed una terza dell�estremo nord
Europa (fornite di supermercati).
Orbene la prevalenza della malattia era di gran lunga inferiore nella
cittadina Lucana e la spiegazione addotta dai ricercatori � stata che
gli abitanti erano abituati pi� degli altri a nutrirsi di cibi da loro
stessi prodotti e per lo pi� freschi.
E� quindi dimostrata l�importanza non solo degli alimenti, ma anche di
come sono prodotti, trasportati, conservati e manipolati.
Quale conclusione trarre da questa chiacchierata ?
E� fondamentale nella vita di un individuo la corretta alimentazione
perch� l�et� porti i suoi acciacchi pi� tardi possibile.
In questo senso � dimostrata la netta superiorit� della dieta
mediterranea pi� povera di proteine e pi� ricca di prodotti vegetali.
Dieta a parte, recentemente, il trattamento medico-specialistico nei
confronti della malattia ha fatto notevoli passi avanti ed � possibile
una terapia efficace. L�importante � rivolgersi a specialisti
qualificati ed esperti in prevenzione.


